In basilicata viene vietato il gioco delle slot machine

Non passa settimana che non si parli di qualche iniziativa no slot: non ha importanza che con la Delega Fiscale il Governo provvederà -forse- alla “ristrutturazione” di tutto l’impianto del mondo del gioco d’azzardo lecito…. le amministrazioni fanno a gara per provvedere “in proprio” a questa “fantomatica ristrutturazione” cercando di fare “giustizia da sè” e tutelare il proprio territorio. Anche la Basilicata, quindi, ha presentato una proposta di legge che detti misure per il contrasto alla diffusione del gioco patologico: tre consiglieri regionali di diversa estrazione politica ritengono che sia opportuno investire in politiche strategiche di prevenzione per evitare che il gioco d’azzardo patologico continui a buttare sul lastrico finanziario tante famiglie e singoli cittadini. Si pone l’accento con questa proposta di legge sulla correlazione tra situazione economica e crescita del fenomeno da attribuirsi al danaro speso “indiscriminatamente” per giocare.

Sembra che il fenomeno del gioco sul territorio lucano trovi alimento sopratutto dalla pubblicità che lo promuove e non si ritiene giusto -così affermando i tre consiglieri- che lo Stato pensi di risanare “la propria situazione economica alimentando il gioco d’azzardo”: anzi, lo stesso Stato dovrebbe dare visibilità alle virtù civili di quegli esercizi che sceglieranno di non installare le apparecchiature per il gioco d’azzardo e la Regione Basilicata ha l’idea di un marchio regionale che si chiamerà “Esercizio de-slottizzato” che premierà appunto gli esercizi virtuosi. E’ necessario, però, regolamentare e poi disincentivare, magari con una riduzione dell’1,00% sull’Irap, gli esercizi che volontariamente disinstallino le “macchinette”.

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