Il Governo e la riforma del gioco d’azzardo italiano

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Incontri con gli Enti Locali ve ne sono stati abbastanza: si crede che le problematiche “vere” siano state tutte affrontate e discusse. I pareri di tutte le posizioni che partecipano a questo accordo sono stati “messi in campo” e difesi (taluni) a spada tratta: di conseguenza si dovrebbe proprio essere arrivati alla fine di questo “tira e molla” che però non sembra avere ancora fine. Sembra che le Regioni e gli Enti Locali, però, siano “arroccati” sulle loro posizioni e vogliano cedere veramente poco di ciò che hanno acquisito per i loro territori.

Scorrendo la ulteriore ed ultima proposta del Governo (dopo di che, se non accettata, si vedrà cosa potrà succedere) si può notare che l’Esecutivo a conti fatti ha proposto di eliminare non più il 30% delle apparecchiature da intrattenimento, che si può evincere anche dalla recensione di 888 casino, ma è salito ad una percentuale del 33% circa dai cosiddetti esercizi generalisti secondari: alberghi, esercizi commerciali, edicole, ristoranti, stabilimenti balneari ed altro. Progressivamente poi l’eliminazione delle Awp nei bar e nelle tabaccherie, anticipando la riduzione al 31 dicembre 2017.

Si toglieranno dal mercato circa 133mila apparecchi così suddivisi: circa 114mila Awp da bar e tabacchi e 19mila circa dai generalisti secondari ed ecco che appare la riduzione in proporzione alla percentuale annunciata che va dal 30 al 35%. A seguito di questa drastica “epurazione” i punti vendita ovviamente si ridurranno di parecchio e per questo motivo le Awp si concentreranno in 10mila sale scommesse, più 5mila sale giochi e 3mila sale Vlt e Bingo: si aggiungeranno gli esercizi che disporranno di locali separati.

Poi il Governo si impegna ad innalzare il livello qualitativo dei punti gioco introducendo una certificazione di doppio livello ed un sistema di controllo assai rigoroso. In questo nuovo contesto andranno considerate valide “in materia di distanze, le decisioni normative adottate finora dagli Enti Locali”, lasciando fuori da questi “distanziometri” i punti gioco di categoria A.

Altro punto importante che il Governo affronta è quello della definizione di regole per gli orari ed i relativi controlli: l’Esecutivo propone una apertura minima di 10-12 ore la cui distribuzione nell’arco della giornata andrebbe definita con un’ottica più omogenea possibile su tutto il territorio nazionale. Ne segue il controllo più “forte” nei confronti del gioco illegale, attribuendo competenze anche agli organi di Polizia Locale, prevedendo un apposito potere sanzionatorio e l’attribuzione di proventi ai Comuni.

Altri due punti da esaminare nella proposta d’accordo del Governo: impegno all’apertura di un confronto a livello europeo per favorire una legislazione comunitaria omogenea sulla pubblicità; interventi tecnologici, a tutela del giocatore, nelle nuove Awp da remoto, come l’autolimitazione in termini di tempo e spesa: messaggi automatici che evidenzino la durata della partita: abbassamento degli importi minimi delle giocate; impedimento di giocate superiori a 200 euro nelle Vlt ed altre misure da concordare con gli Enti Locali.

Intervento normativo e di modernizzazione del settore dei giochi e dell elenco casino online, ultimo punto affrontato consiste nel predisporre le normative necessarie per il passaggio al sistema del “margine” per il calcolo delle entrate pubbliche; realizzare una revisione dell’attuale disciplina dei Casinò, finalizzata al risanamento del settore e ad una razionale distribuzione sul territorio nazionale; completare con il Ministero dell’Agricoltura le modalità del settore ippico e della Lega Ippica. Ma sembra che per quanto riguarda la proposta per il gioco il contenuto non sia stato considerato “sufficiente” per gli Enti Locali: quindi, ulteriore “stop e rinvio”.

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