Il gioco d’azzardo italiano si trasforma in intrattenimento

Il gioco legale è nato tanti, tantissimi anni fa per soppiantare innanzitutto l’illegalità che “regnava sovrana nel settore”: poi nel suo percorso e nel suo cammino vi è stata un’evoluzione ed una distribuzione forse un po’ “troppo ampia” che non ha, forse, tenuto conto delle conseguenze che la spinta così forte verso il gioco ha procurato. Ma ora il gioco fa parte del nostro quotidiano e non può sparire perchè non si riesce a regolamentare il settore, o perchè si pensa che così facendo si vada contro i cittadini “benpensanti” che vedono nel gioco d’azzardo non il puro divertimento, ma il solo “male” in senso assoluto. La macchina del gioco pubblico si rivela solo per le “indagini contro” che riportano dati a volte “sballati” e per i miliardi che movimenta e che in parte vanno nelle casse del nostro Erario, ma non per altro. La professionalità che “vive” nel mondo del gioco non viene mai evidenziata, come non viene mai evidenziato l’impiego di risorse umane che il settore è riuscito a “movimentare”.

Forse è arrivato il momento di “sponsorizzare” il puro intrattenimento che nel mondo del gioco vive e non è una piccola cosa. “Sponsorizzare” la cultura del gioco-divertimento invece di quella della vincita che passa attraverso i giochi, e solo giochi, senza alcun tipo di vincita: flipper, videogiochi, calciobalilla ed altro mantengono alto il settore del puro intrattenimento e della più ampia socializzazione. Forse sarebbe un passo indietro, ma forse sarebbe un passo avanti nel “segnalare” che tutti gli esseri umani vogliono divertirsi: con o senza vincite!

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