Monthly Archives: febbraio 2014

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Il gioco d’azzardo ha bisogno di chiarezza

La “voce” degli operatori del settore del gioco legale italiano si fa sempre più “forte” ed arriva sin da Londra, dall’Ice Totally Gaming la Fiera del gioco che è da poco terminata: sino da lì si sono sentite le voci -tutte uguali e tutte indirizzate verso un unico scopo- circa la richiesta di chiarezza normativa. C’è tanta carne che “brucia sul fuoco”: tassa di scopo, delega fiscale e new slot 3. Tutti argomenti “assolutamente caldi” che però sembrano non “toccare” il nostro Governo visto che lascia, ahimè, tutte queste voci inascoltate ed in realtà tra poco “di voce non ne avranno più”. Fare chiarezza sempra proprio il let motiv che accompagna “pensieri e parole” degli operatori del gioco della nostra Penisola e tutti chiedono le stesse cose, perchè sono problemi di tutto il settore, ma che finora non sono stati ascoltati. Chiarezza: si chiede che la normativa sia chiara per consentire al settore degli apparecchi di intrattenimento possa avere obiettivi ben delineati su cui investire e lavorare. Chiarezza: riduzione delle macchine da intrattenimento, ma no si riesce a sapere bene a quanto ammonterà il numero o come sarà realizzata. Chiarezza: le new slot 3, “articolo misterioso” che ormai -a furia di attendere- è diventato “da solo” obsoleto in quanto l’investire sugli apparecchi di nuova generazione non è possibile in quanto sono state “create” troppe limitazioni da parte delle Amministrazioni dei territori relativamente all’apertura delle sale da gioco ed anche relativamente alla loro “semplice esistenza”. Chiarezza: lucidità, sicurezza, evidenza. Sarà mai così complicato?

Il gioco d’azzardo italiano si trasforma in intrattenimento

Il gioco legale è nato tanti, tantissimi anni fa per soppiantare innanzitutto l’illegalità che “regnava sovrana nel settore”: poi nel suo percorso e nel suo cammino vi è stata un’evoluzione ed una distribuzione forse un po’ “troppo ampia” che non ha, forse, tenuto conto delle conseguenze che la spinta così forte verso il gioco ha procurato. Ma ora il gioco fa parte del nostro quotidiano e non può sparire perchè non si riesce a regolamentare il settore, o perchè si pensa che così facendo si vada contro i cittadini “benpensanti” che vedono nel gioco d’azzardo non il puro divertimento, ma il solo “male” in senso assoluto. La macchina del gioco pubblico si rivela solo per le “indagini contro” che riportano dati a volte “sballati” e per i miliardi che movimenta e che in parte vanno nelle casse del nostro Erario, ma non per altro. La professionalità che “vive” nel mondo del gioco non viene mai evidenziata, come non viene mai evidenziato l’impiego di risorse umane che il settore è riuscito a “movimentare”.

Forse è arrivato il momento di “sponsorizzare” il puro intrattenimento che nel mondo del gioco vive e non è una piccola cosa. “Sponsorizzare” la cultura del gioco-divertimento invece di quella della vincita che passa attraverso i giochi, e solo giochi, senza alcun tipo di vincita: flipper, videogiochi, calciobalilla ed altro mantengono alto il settore del puro intrattenimento e della più ampia socializzazione. Forse sarebbe un passo indietro, ma forse sarebbe un passo avanti nel “segnalare” che tutti gli esseri umani vogliono divertirsi: con o senza vincite!